Intervista a Spyros Drosopoulos: ospite speciale di Smell Festival 2015

Baruti Melkmeisje

Spyros Drosopoulos, creatore di fragranze per il brand Baruti sarà ospite speciale della 6a edizione di Smell Festival. Venerdì 22 maggio dalle 18.30 alle 23.00 al Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, prenderà parte con i suoi profumi al Perfume Showcase, l’atteso appuntamento del Festival dedicato alla bellezza, all’eleganza e alla creatività. Nelle sale e negli eleganti corridoi dell’Hotel il pubblico potrà scoprire le ultime proposte di una rosa di marchi di fragranze italiani e internazionali.
Durante la serata la sua fragranza “Melkmeisje” sarà inclusa nello spettacolo “Danzare il Profumo” con Emilia Sintoni e Michela Checchi. Le due danzatrici offriranno un’interpretazione in movimento, azione e ritmo delle note olfattive di questo profumo floreale-legnoso ispirato a un celebre dipinto di Veermer. Sabato 23 maggio al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Drosopoulos condurrà un laboratorio di creazione di fragranze rivolto a un pubblico esperto per imparare a dare specifiche sfaccettature ad accordi profumati indirizzando la composizione verso diverse direzioni creative. Infine domenica 24 maggio, Spyros Drosopoulos chiuderà il Festival con una performance olfattiva intitolata “Indigo: the complete experience” su musiche del compositore canadese Lubomyr Melnyk.

In attesa di questi stimolanti eventi, gli abbiamo rivolto alcune domande sul suo lavoro e sul suo personale approccio all’arte del profumo.

(BC) Che cosa ti ha condotto a seguire un percorso professionale nel mondo del profumo e come ti sei impossessato del mestiere?
(SD) Il mio interesse su come sono fatte le fragranze si è intensificato dopo la scoperta della cosiddetta profumeria di nicchia nel 2006 quando avevo 30 anni. Non che non mi interessassi di profumi prima. Sono sempre stato molto attratto dalle cose odorose. Ma prima della scoperta della “nicchia”, le fragranze mi interessavano più come uno strumento di comunicazione. Ero affascinato da come un profumo può influenzare il modo in cui la persona che lo indossa viene percepita da chi gli sta attorno. La scoperta della profumeria di nicchia ha portato i profumi al centro della mia attenzione e con ciò si è intensificato il desiderio di conoscere come sono effettivamente fatti. A 33 anni (mentre stavo ancora lavorando all’Università di Amsterdam) ho seguito per la prima volta un workshop di profumeria. Ho potuto così imparare le basi della composizione. Mi sono reso conto allora che avevo trovato ciò che avevo sempre voluto fare, l’occupazione che mi avrebbe permesso di soddisfare la mia curiosità scientifica e anche il mio bisogno di espressione artistica. Dopo di ciò le cose sono andate molto rapidamente. Ho acquistato le materie prime e ho potuto lavorarle con le mie mani (naturali, naturali identici o create dall’uomo), sentire, comporre, valutare il risultato.

(BC) La Grecia è un luogo di grande interesse per le materie prime naturali del profumo, e il paese può vantare un grande patrimonio storico per quanto riguarda la profumeria. Le tue origini greche influenzano in qualche modo il tuo lavoro?
(SD) Senz’altro penso che alcuni odori siano tipicamente greci, come per esempio quello della Mastica di Chios (ndr la resina ottenuta dal Lentisco). Credo che non mi sarei avvicinato a questa essenza e non sarei stato così impaziente di usarla se non avessi mai gustato un gelato Kaimaki quando ero bambino. Anche il mio interesse nel comporre accordi floreali così realistici deriva dai ricordi che ho di questi fiori. Ho appena finito un profumo per mia figlia con un accordo iperrealistico di Gardenia ispirato dalle estati che abbiamo passato insieme nella nostra veranda!

(BC) Da dove è venuta l’idea del nome “Baruti” che hai scelto per il tuo brand?
(SD) Il nome significa “polvere da sparo” in greco e l’ho scelto perché riflette me stesso, la mia attitudine e l’anima che trasmetto ai miei profumi. Baruti è usato per descrivere prodotti d’avanguardia, di qualità, quasi al limite dell’eccesso. Mi piace questa attitudine, ho un’innata curiosità per più o meno tutto ciò che mi sta attorno ed esploro costantemente i miei limiti, perciò ho scelto un nome che incarnasse l’acutezza, l’intensità e l’adrenalina che si può trovare nel mio lavoro.

(BC) Che cosa pensi della relazione tra arte e profumo?
(SD) L’arte è un linguaggio, come l’inglese o l’olandese o l’italiano. Un artista è perciò qualcuno che usa questo linguaggio per esprimersi. La capacità con cui un artista è in grado di comunicare un messaggio è ciò che fa la differenza tra arte di alto o di basso livello. A mio parere ogni oggetto creato con il proposito di comunicare qualche messaggio, oltre la semplice funzione, lo qualifica come arte. Così un dipinto (non importa con quanta abilità sia dipinto) che è puramente decorativo non è arte, allo stesso modo la relazione commerciale di Baruti non è arte nemmeno quella, si tratta di oggetti creati con una funzione/proposito e non trasferiscono alcun messaggio oltre il loro scopo. Non è nemmeno arte una fragranza ideata perché le persone la usino e profumino di buono. Essere arte per un profumo significa essere raccontare qualcosa attraverso l’odore. Trasmettere un sentimento, un’immagine, meravigliarti di sentire, esaltare/alterare l’umore. Per come la vedo io, penso che i miei profumi siano insieme arte e artigianato. Sono realizzati con abilità e veicolano messaggi che vanno oltre la semplice funzione.

(BC) Il tema di Smell Festival 2015 è “Performing Scents”. Nel tuo lavoro hai mai considerato la possibilità di esplorare le connessioni tra profumo e arti performative come la musica o la danza?
(SD) Certo, mi piace realizzare performance con i profumi, l’olfatto è un mezzo di espressione così potente. È un intensificatore di esperienza e perciò mi piace incorporarlo nelle arti performative per rendere un’esecuzione dal vivo ancora più accattivante. In passato ho fatto diverse apparizioni sul palco insieme a musicisti. L’anno scorso ho creato alcune fragranze per uno spettacolo teatrale e ora sto collaborando con un gruppo di danzatori e performer per creare i profumi che useranno in un loro spettacolo. Si tratta di un campo che vorrei approfondire sempre più in futuro.